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LIBERTAS E AICS, CINEMA E BASKET. ATTILIO DE RAZZA: «FRATA NARDÒ COME “COLPO VINCENTE”»

Lorenzo Falangone
25.09.2017

Coach Olive come Norman Dale, il patron Durante nelle vesti del preside Cletus nella pellicola cinematografica “Colpo vincente”: è un Toro da Oscar. Parola di Attilio De Razza, orgoglio neretino, eccellenza della produzione cinematografica con un brillante palmares, nel quale spiccano le incoronazioni come miglior produttore col David di Donatello e il Nastro d’Argento. «La scalata fino alla Serie B del club granata – dichiara De Razza – mi ricorda proprio “Colpo vincente”, un film risalente al 1986 del quale consiglio la visione, con una gran bella interpretazione di Gene Hackman nel ruolo di allenatore, una pellicola che unisce la mia passione per il cinema al percorso, appunto, vincente della Frata Nardò».

Il legame tra De Razza e la pallacanestro neretina è storico, ma negli ultimi anni si è risvegliato grazie agli applausi che l’’“Andrea Pasca” ha saputo meritarsi in giro per la Puglia e l’Italia: «Da par mio – dichiara – auguro a Carlo e Fabrizio Durante di ottenere altri, prestigiosi risultati e, per quel che potrò, non mancherò di offrire il mio contributo». Nessun consiglio, solo elogi: «In giro ci sono tanti, forse troppi professori – aggiunge De Razza con un filo di ironia – ora è fin troppo semplice parlare, ma è la storia che parla chiaro: mai un movimento cestistico neretino aveva osato raggiungere un tetto così alto e ambito. Auguro ai vertici del club di continuare a ragionare di testa propria, ascoltando la voce degli altri ma senza curarsene troppo».

La Serie B è ormai alle porte: «Il mio augurio è che si possa disputare un bel campionato, tenendo vivo l’entusiasmo e la voglia di basket di questa città. Per vent’anni non ho più assistito a match di pallacanestro, ma nelle ultime tre stagioni mi son riavvicinato al basket grazie all’“Andrea Pasca”. La categoria non riveste prestigio unicamente per il fattore sportivo, ma promuove il territorio e permette di far conoscere e apprezzare la città e il nome Nardò in giro per l’Italia intera».

I viaggi, i successi, i riconoscimenti che De Razza ha saputo guadagnarsi altrove non gli hanno certo fatto dimenticare le proprie radici: «Ricordo quegli anni ‘80, un bel periodo per Nardò. Proprio Angelo Pasca, assieme a Maurizio e Giampiero Leuzzi e ai fratelli Tarricone, fu uno dei precursori della pallacanestro neretina. Centinaia di ragazzi si avvicinarono a questo sport». Passione e competizione, come nei derby Libertas-Aics: «All’epoca accusai un infortunio alla spalla, smisi di giocare ed iniziai ad allenare – ricorda De Razza – contrapponendomi all’Aics di Marcello Tarricone, col quale entrai in competizione. Quella passione non si è mai arrestata: tutt’ora mi capita di incontrare signori che, ormai in età avanzata, mi ricordano come si sentissero esclusi dalle vicende sportive cittadine, quando non riuscivano a raggiungere “I campetti”, poiché magari abitavano dall’altra parte della città. In quel periodo la pallacanestro poteva vantare più iscritti del calcio».

Il lavoro compiuto negli anni ‘80 è oggettivo e sotto gli occhi di tutti: «Onestamente io e Marcello svolgemmo un buon lavoro, emerse il talento di tanti ragazzi che poi hanno fatto la storia del basket neretino. Ancora oggi si fa un gran parlare di tale leva, segno tangibile della bontà di quanto seminato». Un film bellissimo dagli anni ‘80 al giorno d’oggi, una pellicola i cui titoli di coda non figurano in scaletta. Un eterno, neretinissimo, “Colpo vincente”.

Articolo a cura di Lorenzo Falangone

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